Commento approfondito
Il Buddha paragona il danno causato da una mente mal diretta al danno che un nemico infligge a un altro nemico. Perché questo confronto? La vendetta di un nemico provoca danni in un ambito ristretto e individuale. Tuttavia, una mente diretta al male – commettere le dieci azioni malsane – provoca un’immensa distruzione. Danneggia non solo se stessi ma molti altri e altri esseri viventi. È una tragedia collettiva per la società. Immagina se una persona che nutre una profonda malizia avesse anche un potere e un'autorità immensi; il disastro per l’umanità sarebbe inimmaginabile! La storia umana lo dimostra chiaramente. I tiranni crudeli hanno causato sofferenze indicibili ai loro simili. Spinti da un'ambizione insaziabile e dal desiderio di conquistare il mondo, ricorrono a qualsiasi mezzo vizioso per soddisfare la loro brama di potere. Ma una persona che nutre tale malizia sta già soffrendo. Tormentano e puniscono la propria coscienza. Non provano mai la vera pace o felicità perché il loro “successo” è costruito sui cadaveri degli altri. Come potrebbero mai le loro menti essere a proprio agio? Alla fine pagheranno un prezzo alto, raccogliendo esattamente ciò che hanno seminato. Questo è il motivo per cui il Buddha offre l'avvertimento in questo verso.
Assistente IA Zen
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