Come l’acqua scivola da una foglia di loto i piaceri dei sensi non aderiscono a un grande essere.
Come l'acqua su una foglia di loto, o un granello di senape sulla punta di un ago, colui che non si aggrappa al piacere dei sensi, io chiamo sant'uomo.

Commento approfondito

Questo verso fu insegnato dal Buddha al Monastero di Jetavana, in connessione con Bhikkhuni Uppalavanna. La storia è spiegata in dettaglio nel commento all'inizio del versetto: "Lo stolto pensa che il male sia dolce mentre non è ancora maturo". La storia continua così: qualche tempo dopo, i monaci discutevano nella sala del Dhamma: "Anche coloro che hanno distrutto le contaminazioni devono essere ancora capaci di desiderio sensuale. Perché non dovrebbero esserlo? Non sono alberi, pietre o zolle di terra; hanno ancora corpi umani di carne e sangue, quindi sicuramente devono ancora godere del piacere". Udendo ciò, il Beato spiegò: "Monaci, colui che ha completamente rimosso la brama non si diletta mai nel piacere sensuale né cerca di soddisfare la lussuria. Proprio come una goccia d'acqua che cade su una foglia di loto non si attacca ad essa, ma rotola via e cade; proprio come un granello di senape non si attacca alla punta di un ago; allo stesso modo, il desiderio sensuale non si lega né rimane in coloro che hanno completamente distrutto la brama."

In questo verso il Buddha sottolinea nuovamente la tendenza umana a lasciarsi inebriare dal desiderio sensuale. Egli chiarisce che chi non è macchiato o vincolato dal desiderio è come l'acqua su una foglia di loto: l'acqua e la foglia non si attaccano l'una all'altra. Il Buddha insegnò chiaramente questo principio nel capitolo sulla brama, quindi non c’è bisogno di discuterne a lungo qui. Tuttavia, dovremmo ricordare che il desiderio inizia nel pensiero. Se il pensiero non sorge, il desiderio non ha terreno su cui crescere.

Come esseri umani, la maggior parte di noi porta con sé un certo grado di desiderio. Per coloro che praticano veramente, il desiderio diventa più leggero e meno imponente rispetto a coloro che non praticano o che praticano solo in apparenza. Il desiderio nasce in base al modo in cui percepiamo e immaginiamo le cose. Ha molti livelli, da sottile a pesante. Se qualcuno vive completamente trascinato dalla corrente della brama, cercando sempre il piacere fisico e senza mai frenare la mente, allora le onde della passione diventano travolgenti e quella persona è destinata ad affogare nel mare del desiderio.

Per aiutare a prevenire l’attaccamento, soprattutto quello romantico e sensuale, il Buddha insegnò ai praticanti a custodire i sensi e a mantenere la mente retta. Quando si incontrano gli altri, si dovrebbe coltivare una percezione rispettosa e compassionevole, vedendo gli anziani con riverenza, i coetanei con gentilezza, i più giovani con cura e tutti gli esseri con il desiderio di proteggerli e liberarli. In questo modo, i pensieri non salutari possono essere indeboliti ed eliminati.

Questo insegnamento è stato dato soprattutto ai monaci, ma possono applicarne lo spirito anche i laici che desiderano liberarsi dalla rete dolorosa dell'attaccamento. Rivela un'importante verità psicologica: il desiderio dipende in gran parte dalla percezione. Quando vediamo qualcuno come oggetto di possesso o di piacere, nasce facilmente il desiderio. Ma quando consideriamo gli altri con rispetto, parentela, compassione e chiarezza morale, il desiderio sensuale ha molto meno spazio per crescere.

A un livello più elevato, quando si vede la bellezza senza essere macchiati dall’attaccamento, il Buddha dice che quella persona è come l’acqua su una foglia di loto o un seme di senape appoggiato sulla punta di un ago: non c’è attaccamento, né fusione, né intreccio. Una persona del genere è veramente libera e liberata. Una persona del genere è degna di essere chiamata Bramino.

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