Opinioni distorte che additano come giusto ciò che è sbagliato e sbagliato ciò che è giusto portano gli esseri alla disgregazione.
Vedono i difetti dove la colpa non c'è, ma dove c'è la colpa non la vedono, quindi abbracciando visioni malvagie gli esseri vanno verso una nascita malvagia.

Commento approfondito

Questi due versi furono insegnati dal Buddha nel Monastero di Jetavana e si riferiscono ad alcuni laici e non buddisti. Un gruppo di bambini, alcuni provenienti da famiglie non buddiste e altri da famiglie buddiste, hanno giocato insieme. Quando i bambini non buddisti tornavano a casa, i loro genitori proibivano loro di salutare i monaci o di entrare nel monastero e facevano loro prestare giuramento. Un altro giorno, mentre giocavano vicino a Jetavana, i bambini iniziarono ad avere sete. I bambini non buddisti chiesero ad un amico buddista di andare a prendere l'acqua al monastero. Questo bambino entrò nel monastero, incontrò il Buddha e raccontò la storia. Il Buddha disse: dopo aver bevuto, invita i tuoi amici a venire a bere. Tutti i bambini vennero a vedere il Buddha. Raccontò loro una storia semplice, spiegò il Dharma, rafforzò la loro fede e li guidò a prendere rifugio e ad osservare i precetti. I bambini non buddisti tornarono a casa e lo dissero ai loro genitori. I loro genitori si arrabbiarono e piangevano perché i loro figli seguivano un falso maestro. Un vicino saggio venne a confortare e spiegare il Dharma, e i genitori ne compresero i benefici e decisero di seguire la guida di Gotama. Portarono la loro famiglia allargata al monastero per rendere omaggio e ascoltare il Dharma. Il Buddha osservò le loro menti e pronunciò questi due versi. Il versetto 318 insegna che ciò che è percepito come colpa o non colpa nasce da menti confuse e illuse, che portano alla sofferenza. La società umana soffre a causa di giudizi rigidi e invertiti: vedere il bianco come nero, il nero come bianco; giusto come sbagliato, sbagliato come giusto; falso come vero, vero come falso, ecc. Tale percezione distorta crea pregiudizi, conflitti, guerre, odio e diminuisce la compassione. Dagli individui alle famiglie alla società, tutta la sofferenza deriva da false visioni. Il Buddha insegna che la retta visione e il discernimento – riconoscere la colpa come colpa e la non-colpa come non-colpa – conduce gli esseri lontano dalla sofferenza e verso la liberazione. Quando si percepiscono le cose chiaramente, il falso attaccamento cessa e si realizza la liberazione. La storia illustra l'innocenza dei bambini: giocano senza distinzione tra amici buddisti e non buddisti. La divisione e l’odio nascono da adulti che impongono divieti e confini discriminatori, spesso motivati ​​da ego, grettezza mentale, fanatismo, pregiudizio o convinzioni rigide. L’umanità continua a soffrire di pensieri dualistici, distorti e di false visioni, non riuscendo a riconoscere la chiarezza innata. Fino a quando le persone non vedono la realtà con chiarezza e agiscono con saggezza, i conflitti, l’odio e la sofferenza persistono. Il Buddha sottolinea che l'intelligenza e la visione profonda illuminano il percorso verso il risveglio. La naturale purezza e curiosità dei bambini offrono un modello per la trasformazione umana; anche i genitori resistenti possono essere guidati al Dharma attraverso la saggia influenza, dimostrando che solo la saggezza porta alla completa liberazione.

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