Commento approfondito
Questi due versi furono insegnati dal Buddha al Monastero di Jetavana, riguardo agli asceti delle tradizioni Jain e di altre tradizioni non buddiste. Un giorno, i monaci osservarono gli asceti Nigantha e commentarono che erano più facili da guardare rispetto agli asceti Acelaka completamente nudi, poiché i Nigantha indossavano un piccolo pezzo di stoffa. I Nigantha spiegarono che non si coprivano per vergogna, ma per evitare di danneggiare gli esseri viventi nella polvere. Alcuni monaci furono d'accordo; altri no, e la questione fu portata al Buddha. Il Buddha disse: chiunque provi vergogna quando non è dovuta, e non riesce a provare vergogna quando è giustificato, soffrirà in futuro. La vergogna è una nobile qualità umana. Senza di esso, gli esseri umani sono poco diversi dagli animali. Quando si commette un atto non salutare o si offende l’onore di qualcuno, provare una vera vergogna consente di correggere il comportamento, scusandosi apertamente o decidendo silenziosamente di non ripetere l’errore. Entrambi mostrano rispetto di sé e carattere morale. Il valore umano deriva dalla condotta etica, non dallo status o dalla ricchezza. Chi è altolocato o ricco ma incivile e immorale non viene rispettato; solo coloro che agiscono moralmente sono stimati. Il versetto 316 insegna che le persone spesso provano vergogna dove non ce n'è e nascondono ciò che è vergognoso. Coloro che non sono consapevoli dei propri errori mantengono false visioni, si aggrappano alle illusioni, creano karma e sofferenza non salutari, che alla fine portano alla rinascita all’inferno. Al contrario, coloro che hanno la retta visione agiscono eticamente, generando karma salutare e sperimentando la felicità. La paura spesso sorge dove non è giustificata e non riesce a sorgere dove è necessaria. La paura inutile deriva da una mente disturbata, mentre il vero pericolo deriva dalla creazione di karma non salutare, che perpetua il ciclo di nascita e sofferenza. Per essere liberi dalla paura, dalla morte e dalla sofferenza, bisogna praticare la generosità, la condotta etica, la meditazione, la consapevolezza e apportare beneficio sia a se stessi che agli altri, preparando un percorso chiaro di azioni salutari che producono felicità duratura e progresso spirituale.
Assistente IA Zen
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