Commento approfondito
Questo verso fu insegnato dal Buddha nel monastero di Truc Lam e si riferisce alle Sue azioni passate. Secondo la storia, molto tempo fa, la città di Vesali era una città prospera e forte, governata da re successivi. Alla fine, le scorte di cibo vennero meno, la gente soffrì la fame e tre disastri colpirono la città: carestia, spiriti maligni e malattie. Il popolo chiese al re di adottare misure urgenti per alleviare queste calamità. Il re, non avendo commesso alcuna colpa, chiese consiglio. Molti suggerirono offerte alle divinità, ma fu accettata solo la proposta di invitare il Buddha a condurre una cerimonia. I messaggeri andarono a Rajagaha per richiedere la presenza del Buddha. Il Buddha accettò, sapendo che i disastri sarebbero diminuiti. Dopo aver saputo dell'arrivo del Buddha, il re Bimbisara preparò un grande addio, disponendo fiori, incenso e stendardi lungo il percorso da Rajagaha a Vesali, una distanza di circa tre miglia. Ad ogni fermata venivano presentate offerte e fiori in onore del Buddha. La gente di Vesali decise di accogliere il Buddha con il doppio della grandiosità. Attraversando il fiume Gange, il Buddha arrivò a Vesali e immediatamente si scatenò una grande tempesta, che ripulì il fiume dai cadaveri e dall'inquinamento. Dopo tre giorni, il Buddha raggiunse Vesali, accompagnato da Indra e dagli dei. Recitò il Sutra del Diamante, istruendo Ananda a ripeterlo, spargendo acqua santa che spaventò gli spiriti maligni. I malati gradualmente si ripresero. Il Sutra del Diamante fu recitato nuovamente, eliminando tutte le calamità. I principi Licchavi e il popolo onorarono pienamente il Buddha e l'assemblea, accompagnandoli sulla riva del fiume. Il re drago accolse il Buddha nel palazzo del drago, dove il Buddha insegnò tutta la notte. Dopo aver dedicato i meriti al re drago, il Buddha ritornò a Rajagaha con l'assemblea, scortato dal re Bimbisara. Così la fama del Buddha si diffuse ampiamente e tutti gli esseri celesti lo venerarono. I monaci chiedevano perché re, principi e popolo offrissero tanta devozione e doni. Il Buddha spiegò che in una vita passata era un bramino chiamato Samkha Cha di Susima. Dopo aver praticato diligentemente, compì atti di merito: ripulire l'erba attorno allo stupa di un Buddha solitario, spargere la sabbia, offrire fiori e innaffiare attorno allo stupa. Il merito accumulato si è poi tradotto nella riverenza e nelle offerte in questa vita. Il Buddha insegnò questo verso, sottolineando che gli esseri umani hanno un desiderio innato per il piacere. Le persone perseguono forme e intensità di godimento diverse a seconda dell'età, del sesso e dell'inclinazione. Alcuni piaceri sono salutari, altri corrotti. I cinque piaceri sensoriali sono particolarmente allettanti, ma tutti i piaceri mondani sono transitori e portano con sé sofferenza. Gli esempi quotidiani includono l'ubriachezza, il gioco d'azzardo, la cattiva condotta sessuale e l'indulgenza nel vizio. Nessun piacere mondano porta soddisfazione duratura; forniscono semplicemente un sollievo momentaneo prima che il desiderio riprenda. I piaceri sensoriali attraggono fortemente, come una persona con prurito sdraiata sui carboni ardenti per un sollievo temporaneo. Il Buddha consiglia al saggio di abbandonare i piaceri minori per perseguire una gioia maggiore. La gioia più grande a cui si riferisce è la vera felicità: la liberazione, il Nirvana. Solo questa gioia è autentica. Anche se il Buddha rinunciò ai piaceri mondani, inclusi il trono, il palazzo, la moglie, i figli, il buon cibo e i piaceri intimi, ottenne la gioia suprema, guadagnandosi l’ammirazione di tutta l’umanità. I praticanti sono incoraggiati a perseguire la vera gioia attraverso azioni virtuose: generosità, digiuno, condotta etica, recitazione di sutra, consapevolezza e aiuto ai bisognosi. Praticando diligentemente il bene ed evitando il male, si ottiene una gioia rinfrescante e liberatrice. Questa storia illustra che piccoli atti di merito, come pulire attorno agli stupa e offrire fiori, danno come risultato grandi ricompense. I disastri rimangono una sfida formidabile per l’umanità, spesso esacerbata dalle azioni umane che inquinano l’ambiente, causando sofferenza e morte. Senza consapevolezza e misure per proteggere l’ambiente, la sopravvivenza umana è minacciata. La storia insegna che anche i piccoli atti di virtù contribuiscono a maggiori benefici e gioia nella vita.
Assistente IA Zen
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