Qualunque impurità viene mondata nella mente di chi sempre veglia, giorno e notte educandosi e dedicando tutta la sua vita alla liberazione.
Coloro che sono sempre vigili, che si disciplinano giorno e notte e sono sempre intenti al Nibbana, le loro contaminazioni svaniscono.

Commento approfondito

Questo verso fu pronunciato al Picco dell'Avvoltoio riguardo a Puṇṇā, una serva. Vedendo i monaci viaggiare di notte sotto la luce fornita dalla divinità Dabba, pensò erroneamente che soffrissero di malattie o morsi di serpente. Dopo aver offerto del cibo al Buddha, egli lo accettò e, riconoscendo il suo malinteso, chiarì che i suoi discepoli non dormono perché sono sempre vigili. Il verso serve come insegnamento sull'importanza vitale della consapevolezza (sati) nella vita spirituale. Il Buddha sottolinea che la vera felicità e liberazione non si trovano nello status esteriore o nell'accumulo materiale, ma nella pratica costante dello stato di veglia, che protegge il praticante dall'irrequietezza e dalla sofferenza del mondo.

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