Come i fiori appassiti cadono dal gelsomino lascia cadere passione e odio.
Proprio come la pianta rampicante del gelsomino perde i suoi fiori appassiti, così, o monaci, dovreste liberarvi completamente della lussuria e dell'odio!

Commento approfondito

Questo verso del Dhammapada fu insegnato dal Buddha nel monastero di Jetavana, riguardo a cinquecento bhikkhu. La storia racconta che dopo aver ricevuto un oggetto di meditazione dal Beato, questi bhikkhu andarono nel profondo della foresta e iniziarono a meditare. Mentre erano seduti in meditazione, videro i fiori di gelsomino che erano sbocciati freschi quella mattina ma che la sera erano appassiti, con i petali cadenti. I bhikkhu pensarono: 'Dobbiamo sradicare l'avidità, l'odio e l'illusione proprio come questi fiori sono caduti dal ramo.' Poi si sforzarono ancora più diligentemente nella meditazione, come se fossero infusi di nuova forza. Il Beato, percependoli, insegnò: 'Bhikkhu, proprio come quel fiore è caduto dal ramo, così anche un bhikkhu deve sforzarsi di sfuggire alla sofferenza di nascita e morte.' Rimanendo nella sua camera profumata, emise un raggio di luce e pronunciò questo verso. Dopo averlo udito, tutti i cinquecento bhikkhu ottennero lo stato di arahant. (Estratto da Storie di Dhammapada, Vol. III, p. 290). La vita umana è come un fiore: sboccia al mattino e appassisce la sera. Il Buddha usò l'immagine di un fiore per risvegliare i bhikkhu alla verità dell'impermanenza. L'impermanenza è un tema che il Buddha ha insegnato più e più volte. Osservando lo stesso fenomeno, una persona risvegliata vede diversamente da una persona illusa. Gli illusi vedono tutte le cose come reali, ma i risvegliati le vedono come illusorie. Dagli oggetti esterni al nostro corpo e alla nostra mente, niente è diverso da un fiore! Un fiore che sboccia deve appassire. Questa è la legge naturale. La vita umana è la stessa: dove c’è nascita, c’è morte. Nascita e morte sono la legge costante. Il Buddha usò abilmente il fiore che cadeva dal ramo per ricordare ai bhikkhu che per sfuggire alla sofferenza di nascita e morte, dovevano anche sforzarsi diligentemente di sradicare l'avidità, l'odio e l'illusione. Quando l’ignoranza e le contaminazioni non esisteranno più, come un fiore caduto dal ramo, tutta la sofferenza a quel punto cesserà.

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