Commento approfondito
Il Buddha pronunciò questo verso nel Bosco Banyan riguardo a suo padre, il re Suddhodana. Quando il Buddha tornò per la prima volta nella sua città natale di Kapilavatthu dopo la sua illuminazione, il mattino seguente andò a chiedere l'elemosina. Vedendo ciò, il re Suddhodana fu profondamente addolorato e lo rimproverò, dicendo: "Figlio, perché umili la nostra famiglia? Sei nato nella regalità e nella ricchezza; perché ora mendichi il cibo di casa in casa?" Il Buddha spiegò che andare in elemosina è la nobile tradizione e il lignaggio di tutti i Buddha, non il lignaggio dei re mondani. Poi pronunciò questo verso.
Ai tempi del Buddha, la vita monastica basata sulla raccolta dell'elemosina era una profonda pratica di non attaccamento. I monaci non possedevano alcuna ricchezza personale, vivevano una vita semplice, alleggerita e consapevole, consentendo loro di sperimentare la vera libertà spirituale. Oggi è fondamentale ricordare questo fondamento. Sebbene adattarsi ai tempi moderni sia necessario per avvantaggiare la società, perdere il proprio fondamento etico a causa del materialismo e di uno stile di vita frenetico e distratto danneggia sia il progresso spirituale personale che la comunità più ampia.
Questo insegnamento vale anche per i laici. Una vita disattenta e indulgente porta a una profonda sofferenza, come si vede nel degrado sociale e nella distruzione ambientale. Il Buddha insegna che la vera felicità, in questa vita e nella prossima, deriva dal vivere rettamente secondo il Dhamma. Ciò implica una condotta etica, una continua auto-riflessione, l’abbandono di azioni non salutari e il contributo positivo al benessere di tutti gli esseri viventi e dell’ambiente.
Assistente IA Zen
Online