In verità è su di noi che possiamo contare; come contare su qualcun altro? E' un raro rifugio arrivare ad affidarci a noi stessi.
Uno è veramente il protettore di se stesso; chi altro potrebbe essere il protettore? Con se stessi completamente controllati, si acquisisce una maestria difficile da ottenere.

Commento approfondito

Questo verso è stato pronunciato riguardo alla madre di Kumara Kassapa. Inconsapevolmente incinta prima di diventare suora, fu falsamente accusata di aver infranto i suoi voti ma fu poi scagionata. Anni dopo, vedendo suo figlio (ora anche lui monaco), si precipitò da lui con affetto materno. Per recidere il suo attaccamento mondano, le parlò freddamente. Profondamente ferita, si rese conto che non si poteva fare affidamento nemmeno su suo figlio e decise di dipendere interamente da se stessa. Attraverso un intenso sforzo personale, raggiunse presto la liberazione. Il commento sottolinea una verità fondamentale del buddismo: l’assoluta fiducia in se stessi. Il Buddha insegnò: "Siate una lampada per voi stessi". Nessun salvatore esterno, divinità e nemmeno il Buddha stesso può concedere la liberazione o portare i nostri fardelli. Ogni individuo deve tracciare il proprio percorso, scegliendo la virtù e praticando diligentemente, poiché siamo gli unici artefici del nostro destino.

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