E' facile a farsi quello che non fa bene a nessuno difficile invece è fare alcunché di veramente utile e buono.
Facili da fare sono le cose cattive e dannose per se stessi. Ma estremamente difficili da fare sono le cose buone e benefiche.

Commento approfondito

Il Buddha pronunciò questo verso nel Monastero del Bosco di Bambù riguardo a Devadatta. Ananda riferì che Devadatta intendeva dividere il Sangha e guidare il proprio ordine indipendente. Sentendo ciò, il Buddha affermò che le buone azioni sono facili per le persone buone ma difficili per le persone cattive, mentre le azioni cattive sono facili per le persone cattive ma difficili per le persone buone.

In un mondo in cui prevalgono le azioni malsane, raggiungere la vera pace richiede una trasformazione interiore. Le tradizioni spirituali concordano sul fatto che la pace nel mondo inizia con la coltivazione personale, trasformando in particolare la mente illusa e malsana. Il tentativo di Devadatta di danneggiare il Buddha e di dividere il Sangha ebbe origine da tale illusione, che lo portò inevitabilmente alla caduta.

Fare il male è facile come scivolare giù da un pendio, mentre fare il bene è faticoso come scalare una montagna. La vita è fugace, ma spesso le persone agiscono per egoismo, dimenticando che la ricchezza materiale non può essere portata oltre la tomba. La vera pratica spirituale implica fare del bene senza attaccamento ai risultati o alla reputazione, incarnando il sentiero del Bodhisattva. Sostenendo i precetti etici e contribuendo alla società, si costruisce una vita gioiosa e senza rimpianti, trovando la vera felicità nel portare beneficio a se stessi e agli altri.

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